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spaziotempi geek annotati

Posts tagged with "writing"

Diario Non Cartaceo e Altre Ossessioni

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Ho iniziato a scrivere un diario. Sto utilizzando una piattaforma nuova, molto carina: si chiama Penzu, e mi piace molto perché ha un design che riproduce fedelmente i classici quadernoni che ho visto utilizzati anche da Natalie Goldberg nei suoi workshop. Si veda a tale proposito mio post con relativa clip. http://my.opera.com/philweblog/blog/2009/07/31/natalie-notebook

Ad essere precisi dovrei fare il verso a Brian Eno, che nell'introduzione al suo, di diario, diceva circa la stessa cosa, aggiungendo però di averci provato molte volte, prima di allora. Per uno come me, un diario è un oggetto piuttosto difficile da concepire nella sua interezza. Come suggeriva la carissima amica con cui chattavo oggi, io faccio molte cose. Ed è vero che ne faccio molte. Pertanto un diario, nel mio caso, è un oggetto che attira a sé un numero eccessivo di contenuti e soprattutto ambiti d'azione, tanto da farmi dire ogni volta la fatidica frase: ma sarà veramente questa la forma da dare al mio diario? Una frase estremamente efficace per indurvi a procrastinare, dunque una frase da evitare. (Vero Merlin?)

Avendo bisogno di un modello intellettuale per veicolare l'atteggiamento giusto verso i "contenuti fiume", perché il mio diario non potrebbe somigliare ad altro, mi sono ricordato di un evento statunitense che poteva fare al caso mio. Molti di voi conosceranno l'attitudine, tutta americana, ma recentemente esportata anche qui da noi, a celebrare tutto ciò che può essere celebrato in date e periodi specifici. Ebbene, esiste da tempo un evento che si chiama NaNoWriMo, abbreviazione di Mese Nazionale della Scrittura di un Romanzo. Si tratta di questo: per un mese esatto (novembre) ciascun partecipante scrive, letteralmente fino a spezzarsi il polso, un testo che arrivi a somigliare appunto a un romanzo, e che sia lungo non meno di 50.000 parole. Tutto qui. Nessuna pretesa al capolavoro, ovviamente (anche se ci sono romanzi poi andati alle stampe, sia pure partoriti in questa modalità così folle). Solo forzatura creativa, obbligo ad accelerare il pensiero in una colossale maratona di scrittura, sforzo teso all'espulsione di idee.

Per quanto io mi sia iscritto, non so se parteciperò effettivamente e attivamente. Però questa cosa mi interessa, e sento che ha a che fare con il mio diario, anche solo per questa forzata attenzione al puro output, piuttosto che per qualcosa in più che non so ancora descrivere. Insomma, vi informerò sugli sviluppi.

Il Moleskine dopo il Moleskine

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Oggi sono arrivato all'ultima pagina del mio large ruled moleskine. (Cioè, quasi. Ho lasciato due pagine finali per annotazioni.) Arrivare a finire un moleskine, piuttosto che un comune quaderno, è interessante. Mi invoglia a riassumere e definire un setting per il prossimo moleskine.

Avere un setting è importante, ma un setting scaturisce dalla conoscenza globale della nostra scrittura. Non possiamo ragionare troppo a tavolino. Dobbiamo analizzare il nostro "log" naturale, e solo dopo costruire uno schema. A questo punto mi chiedo: qual'è il MIO setting? Difficile a dirsi. Premetto che le mie attività sono molte: scrivo ed eseguo musica, collaboro con enti e associazioni che si occupano di progetti svariati, dall'arte alla società, con tutte le possibili commistioni, e poi scrivo, leggo, sgobbo, faccio da mangiare, organizzo il tempo, ho molte idee, molte cose da fare, molto materiale che si accumula, sia digitale che analogico, e via discorrendo. Un sistema organizzativo è necessario. Ma si tratta di capire quali devono essere i nostri specifici contenuti.

Giunto all'inizio di quello che sarà il mio prossimo moleskine, elenco, per me e per voi, alcune considerazioni. (Mi piace pensare a questa lista come a una canzone alla David Byrne. Una di quelle ballate americane postmoderne.)
:star: Un moleskine è un'entità riassuntiva. Non puoi (non devi!) scrivere un romanzo in un moleskine. Le sue pagine non sono fatte per il NaNoWriMo! Limitati a scrivere frasi, idee, voci di diario. Se devi approfondire, fallo altrove.
:star: Spiegazione di quanto sopra. Il mio altrove è costituito da semplici quaderni, grandi e piccoli.
:star: Hai bisogno sempre di un journal. Usa un quaderno a righe, e leggiti questo mio articolo. http://my.opera.com/philweblog/blog/metodo-gisa-modestamente-mio-e-gratis

Il Moleskine è Italiano

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Stavo leggendo il blog di Keri Smith quando ho capito. Non si tratta di fare tanti giri di parole. Basta una semplice frase: in Italia nessuno pubblicherebbe un libro del genere, né come traduzione, né tanto meno come opera di autore italiano.

Sto parlando appunto di This Is Not a Book, ultima fatica, sempre dadaista, di questa fantastica autrice che approfondisce ancora una volta l'esplorazione delle cose che sembrano banali ma non lo sono. Ed è esattamente questo genere di contenuti non pubblicabili qui da noi che mi spinge, controcorrente, ad essere il più possibile creativo. Per capire il quadro, per interpretare ciò che non c'è. Ma soprattutto, per delineare dimensioni possibili della creatività.

Dopotutto, il Moleskine l'abbiamo inventato noi!

Il Mio Metodo Oggi

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Arrivare a un metodo globale è, ovviamente, una questione di gradualità, sperimentazione e miglioramento fondato sull'ampliamento dell'esperienza. Non penso possa esistere un metodo dei metodi. Non esiste nemmeno il migliore metodo del mondo. Esistono consigli e buone prassi, idee, concetti ragionevolissimi da applicare in mille modi, e via discorrendo.

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Natalie Notebook

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Cercando Natalie Goldberg su YouTube trovo questo video. Natalie scrive su grandi notes spiralati, con fogli già pronti per l'inserimento in quaderni ad anelli. Lo farò pure io. Anzi, l'ho già fatto. Sono riuscito a trovarne uno e ho iniziato a scriverci sopra. Molto comodo. Ispirativo. Adesso mi servirebbe solo un bistrò nel New Mexico, con tavoli abbastanza grandi da fungere da scrivania.

Il Miglior Sistema Organizzativo del Cosmo

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Leggo oggi di questo Mark Forster (sembra il nome di una birra! :cheers:) che ha ideato un sistema organizzativo semplificato rispetto al Getting Things Done. Si chiama Get Everything Done.

Lo leggo. Interessante, molto interessante. Leggetelo anche voi.

http://www.markforster.net/italian/

Piccolo dettaglio: ci avevo già pensato io, e da un bel pezzo.

http://my.opera.com/philweblog/blog/metodo-gisa-modestamente-mio-e-gratis?cid=6408575#comment6408575

Productivity Moleskine

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Ok. Ho imparato a usare il moleskine in modo perfettamente strutturato (vedi qui). Ma posso trasformare il moleskine in una macchina analogica per trasformare le informazioni in idee e le idee in azioni? Ci ho pensato, ho elaborato, e ho trovato una risposta.

Sì. Basta considerare i commenti come lista di attivazione. La figura di sopra è molto semplice, ma partiamo dall'inizio.

FASE DI SCRITTURA

1. Comprate un moleskine di formato grande. Potete scegliere anche l'ultimissimo modello soft, quello con la copertina morbida. Ma io, specie in questo caso, preferisco la versione classica rigida, che vi permette di scrivere veramente ovunque.

2. Scrivete le vostre annotazioni solo sulle pagine a destra, lasciando libere quelle sulla sinistra e numerando ogni pagina sempre e solo a destra, in basso, nell'angolo evidenziato.

3. A fine scrittura, aggiungete delle etichette nella zona immediatamente a fianco del numero pagina.

FASE DI PRIMA RILETTURA

Una volta terminate un po' di pagine, girate il vostro moleskine nel senso dell'altezza, in modo da trovarvi davanti al retro di copertina, sempre con la rilegatura alla vostra sinistra (in alto avete la scritta moleskine ribaltata). Scrivete una sorta di indice consequenziale, con numero di pagina e riassunto dei contenuti (potete usare i tags, piuttosto che gli eventuali titoletti messi alle vostre annotazioni). Questo indice, sempre aggiornato nel retro del vostro moleskine, vi sarà utilissimo per ritrovare rapidamente l'informazione.

FASE DI SECONDA RILETTURA

La pagina di sinistra serve per aggiungere dei commenti. In questo caso la userete, rileggendo le vostre annotazioni, per annotare tutte quelle azioni che possono tradurre le idee espresse nel corpo del testo in idee attivabili. Chiedetevi: a cosa può servirmi questa cosa che ho scritto?

Annotate sotto forma di lista, con un elemento all'inizio di ogni frase, istruzione, concetto. (Io uso l'asterisco. Ogni volta che c'è un asterisco, c'è una cosa da fare. Questo lo sapete. :cheers: )

Writing Hacks

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Scrivo ora su vari moleskine, aggregando dati con questo sistema che ora spiego. Molto adattabile alla versione soft.

Aprendo le pagine trovo due quadranti naturali, pagina di destra e pagina di sinistra. Per comodità scrivo su quella di destra, che accoglie in alto (+ linea vuota, of course!) il titolo della pagina stessa (che io chiamo spazio), il numero progressivo dello spazio (in basso, nell'angolino di destra) e i tags per annotare sistematicamente gli argomenti di cui parlo nello spazio.

La pagina di sinistra la lascio vuota, per commenti scritti in un secondo momento. **Questa cosa è molto molto interessante in tema di produttività.**

Dettaglio secondo me geniale (:yes:): l'indice degli spazi/pagina nel retro del Mol! Semplicissimo: giro il taccuino in modo da avere la linguetta del segnalibro in alto (sempre con la rilegatura a sinistra), e inizio a scrivere i numeri con relativi titoletti. Una rotazione di 180 gradi per avere subito un riferimento diretto e sinottico su tutto ciò che ho scritto!

Grazie a questa trovata sto riciclando una quantità incredibile di moleskine. :up:

Un grazie a questo per le ispirazioni native!
http://freelanceswitch.com/productivity/the-monster-collection-of-moleskine-tips-tricks-and-hacks/

Tre Ragioni (Opinabili) per Usare il Moleskine

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In questo vecchio mio post compariva l'affermazione (da parte di Fabio, commentatore) secondo la quale il Moleskine sarebbe un oggetto costoso. Ebbene, di Moleskine ho parlato parecchio e ovunque, tanto da sembrare un rappresentante della Modo & Modo; quindi mi pare giusto spendere qualche parola in più e riportare qualche mio ragionamento recente.

Ci sono almeno tre motivi per non considerare costoso un Moleskine:

:star: sostituisce da solo vari altri supporti, specie se usato come Global Journal;
:star: è eterno;
:star: ha un costo infinitamente più esiguo rispetto ai colleghi digitali palmari.

(Merlin Mann ha inventato una cosa molto molto più cheap che si chiama HipsterPDA, ma, guarda un po', continua ad usare Moleskine in quantità. :whistle: E voi che dite?)

NEW! Moleskine Soft Edition

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Ogni volta che esce un nuovo prodotto, mi chiedo sempre come ideare possibili utilizzi che non somiglino a nessun altro utilizzo di oggetti simili.

La stessa cosa vale per questa nuovissima edizione del Moleskine, che amplia la modalità "soft", già in uso in numerose agende. Il "super moleskine geek" Armand Frasco delinea le sue prime impressioni sul prodotto in questo post. Ma io voglio fare di più, come dicevo. Perchè mai dovrei comprare un Soft Moleskine?

POSSIBILI RISPOSTE
:star: la copertina si può ripiegare su sè stessa -- cool!
:star: si può distinguere il contenuto al tatto, senza altra etichettatura
:star: deformabilità -- può essere utile in certi casi (quali?)
:star: si possono arrotolare e inserire in un tubo di carta igienica
:star: magari costano di meno (ok, questa l'ho sparata, ma forse...)

Che dite? Mi date una mano a continuare? p:

Ode To WriteRoom

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Ho usato tutti i sistemi operativi di questa terra, dagli odiatissimi sistemi Windows XP e Vista, alle più remote distro Linux, fino a Ubuntu, quella che ritengo migliore e di cui attenderò l'ennesima versione. Ma per il Mac sto ancora aspettando; vorrei la versione Leopard di OSX, e dunque... Ma una cosa è certa: col cavolo che questo giro uso applicazioni Microsoft. Tutta roba almeno semilibera e a basso costo. Nello specifico vorrei scrivere tutto con WriteRoom, un wordprocessor plain text che annulla ogni distrazione. In pieno stile Zen.

Take a Look: Ode to WriteRoom (on Flickr)

Supermicroblogging e Jaiku

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Ne avevo parlato già in un articolo su Pensatoio, e oggi mi sono ancora una volta chiesto quale può essere l'utilità del supermicroblogging, confermando l'idea che appunto nell'articolo esprimevo: il supermicroblogging può servire per tenersi in contatto, in una modalità più informale e destrutturata rispetto al più giornalistico strumento del blog.

Principali piattaforme del servizio sono l'originaria Twitter (dove ho un account), Jaiku (forse quella che mi piace di più; e anche qui ho un account), e per finire Pownce (dove il mio account è frutto di un invito da parte della californiana Terie).

A parte intendimenti programmatici, fino ad oggi ho usato sporadicamente Twitter, e, a parte anche la recente entrata in Pownce, mi concentravo sul possibile utilizzo di jaiku, che a tutt'ora rappresenta il servizio per me più raffinato e accattivante in questo senso. Ebbene: visto che difficilmente, nei miei blog, racconto spostamenti sul territorio e banali routines, utilizzerò Jaiku esattamente per questo: per dirvi quello che sto facendo e pensando in questo momento.

Ci saranno tante cavolate, certo, una marea; ma anche qualche illuminazione zen. :smile:

http://filippoalbertin.jaiku.com (da notare che in Jaiku ho anche inserito i feed rss relativi al mio blog in VOX Phil Place e alle mie foto su Flickr)

Chi di voi li usa già? Chi di voi vuole essere invitato?

Listing

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"Qual'è l'azione più creativa?" Se mi aveste posto la domanda qualche tempo addietro, non avrei avuto dubbi, e non ho dubbi neppure adesso, a ben vedere, con la sola differenza che per troppo tempo non ho esercitato tale abitudine. L'azione più creativa consiste nello scrivere liste. Scrivendo liste -- giorno dopo giorno, su qualsiasi cosa, accumulando, collezionando, e ovviamente implementando -- io ragiono in modo creativo. Una lista è un percorso di allontanamento dalla banalità e di avvicinamento all'intuizione. Se scrivi liste, sei obbligato a pensare. La lista è un approfondimento.

Mi ripropongo di listare tutto quello che penserò da qui in poi. (Vedete. Il post vi sembrerà banale, eppure racchiude uno dei pensieri più originali che io abbia mai avuto. Vedrete quanti PostList vi propinerò da adesso in poi!) :hat:

Nota -- La pensa come me anche Problogger, ma ancora di più questo qui.

Ancora Fabio + Dibattito Moleskine

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Carissimo,
peregrinando sulla rete ho trovato le tue interessanti indicazioni sul GTD, ma ancora più interessante e per il momento, per me più efficace e razionale il metodo GISA che in unico strumento, racchiude praticamente tutto.
L'unica cosa è il prezzo del moleskine eccessivo!!!!
Ho iniziato da una settmana e per il momento per me funziona.
Sono responsabile Risorse Umane di un ente assistenziale e le tue indicazioni creative, mi sono state molto utili.
Grazie infinite


Come vedete mi scrive ancora Fabio C., per dirmi che il metodo GISA funziona anche per lui. Bene Fabio, felice di questa tua sperimentazione. Approfitto della mail per approfondire un dettaglio che mi sembra rilevante, e sul quale ho riflettuto. Ma il Moleskine è veramente un prodotto costoso?

Si tratta di capire cosa s'intende per costoso. Se consideriamo il Moleskine come un notes, allora è senza alcun dubbio piuttosto costoso. Ma se lo intendiamo come oggetto dotato di precise caratteristiche tali da determinarne l'estrema utilità (non sto dunque parlando di oggetti di firma, ma di funzioni oggettive), e lo confrontiamo con analoghi prodotti dotati delle medesime caratteristiche, allora scopriamo che il Moleskine è il meno costoso di tutti.

(Per risparmiare qualcosa, tuttavia, puoi dare un'occhiata qui.)

Robusto, elegante ma nel contempo un po' geek, retrò e moderno nello stesso tempo, comodissimo, il Moleskine è per me un oggetto insostituibile. E voi che ne pensate? Mandatemi le vostre considerazioni...

Nota -- Mi scrive anche Maura, suggerendomi il suo sistema di organizzazione personale. Grande Maura! Da quanto tempo non ci si vede in quel di Milano. La prossima volta io e Cristina ti pretendiamo, eh! :hat:

Spediscitelo multidimensionale

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Di wiki ho parlato spesso, ma non pensavo che potessero essere così utili. Sono andato a visitare un mio vecchio account -- in StikiPad, del quale peraltro ho parlato -- che da qualche tempo non aggiornavo. Tra le pagine ho scoperto che esattamente il 14 agosto 2006, quasi esattamente a un anno da oggi, iniziavo a postare in VOX, quella che sarebbe diventata la piattaforma del mio blog ufficiale (PhilPlace). Ora, ok, volendo ottenere la medesima informazione avrei potuto spulciare lo stesso blog; ma volete mettere, avere informazioni già aggregate pronte per essere consultate tramite rapidissimo colpo d'occhio!

Pertanto, ho deciso: da adesso tutte le mie idee verranno riversate nello spazio wiki di StikiPad. A proposito, che giorno è oggi? Lo inserisco subito in Anniversari Miscellanei. In Pensatoio l'ho definita una lettera multidimensionale spedita a me stesso. Very Good! :yes:

Blog Action Day -- unitevi!

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Lo slogan "Blogger di Tutto il Mondo Unitevi!" probabilmente non sarà il massimo dell'originalità, ma penso renda abbastanza bene l'atmosfera di questa manifestazione. Un confronto che vede la convergenza, in un solo giorno, di molteplici voci su medesimi argomenti di grande interesse culturale e sociale. Una modalità semplice per riunire opinioni e soprattutto creatività operativa. Una nuova via per fare, oltre che per pensare.

Da perfetto designer di spaziotempi quale io sono, non potevo non segnalarvi a gran voce questo Blog Action Day, previsto per il 15 ottobre 2007 nel territorio della grande rete. I temi sono quelli più grandi di sempre, primo fra tutti l'ecologismo a trecentosessanta gradi. Insomma: il mezzo lo conoscete. Adesso armatevi di schermo e tastiera e dite la vostra. (Questo, Paolone & Andreone, è senz'altro per voi. Partecipativo come non mai!)

Viva Plain Text

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Amo la ridondanza solo quando risulta indispensabile a scopi estetici, piuttosto che banalmente logistici. In tutti gli altri casi, meglio l'essenzialità. Ebbene: questa cosa si adatta perfettamente a una discussione sui wordprocessor in commercio, e in generale sugli editor di testo.

Un testo essenzialmente informativo ad uso interno (bozza di articolo, listato di idee, informazioni su un contatto personale, numeri, codici, procedure standard, promemoria vari e via discorrendo) deve essere leggero, versatile, stivabile con facilità nel computer senza dispendio di preziosi bit. Il testo formattato (RTF), e ancor peggio i testi di Word e affini, in molti casi rientrano nella citata ridondanza. Se poi consideriamo la tendenziale avidità di RAM degli ultimi sistemi operativi, senz'altro capiamo quanto sia intelligente una nuova ecologia dei nostri dischi fissi.

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BackPack VS StikiPad

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Se devi scegliere tra due strade, scegli la terza: questa citazione potrebbe essere il più valido sottotitolo al post che sto scrivendo. I protagonisti sono BackPack, il noto sistema organizzativo web based di 37Signals, e StikiPad, piattaforma del tutto analoga per prospettiva d'uso, con l'unica differenza di essere (più sfacciatamente) un sistema wiki (vedi alla voce CamelCase e altre scorciatoie/atteggiamenti di digitazione testo).

Dal punto di vista estetico, sono molto belli entrambi. Mi piace un po' di più BackPack, ma le differenze sono veramente irrisorie. Tutti e due hanno una versione free e una a pagamento. La differenza è che in BackPack, senza pagare niente, avete a disposizione fino a cinque pagine, e non potete nè postare file nè inserire immagini uploadate. In StikiPad i servizi sono invece molto più generosi: si possono inserire sia file che immagini, e le pagine sono infinite. Il "pro" serve solo ad avere più spazi nello stesso account (cosa piuttosto inutile).

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Mappa dei miei siti [versione 1]

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Trovo molto utile utilizzare MindManager per costruire mappe mentali organizzative. Anzi, dovrei usarlo di più. Ho notato che i miei siti sono sette, ciascuno con caratteristiche specifiche. A questi sette siti sono arrivato dopo una convergenza molto lunga, ma adesso sono piuttosto contento della piattaforma. Con questi sette siti posso dire tutto quello che voglio dire, nella forma più giustamente smistata.

:idea: TO DO: Una mappa mentale sull'uso delle mie prossime mappe mentali, e una seconda mappa sull'uso della mappa sull'uso delle mie prossime mappe mentali. :left:

Nota -- Phil Is My Name è un blog che a ben vedere ho cancellato, non essendomi molto utile. Pensavo di farmi uno spazio in stile My Space, ma quest'ultimo era troppo incasinato. Allora ho optato per la piattaforma Xanga, senz'altro migliore per stile. Ma neppure questa mi dava chissà che utilità. Insomma, il sito #7 è ancora vacante: quale sarà?

Vi spiego perchè amo Google Notebook

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Chiunque di voi abbia un account di posta elettronica Gmail può accedere a un'infinità di servizi utili "By Google". Uno di questi si chiama Google Notebook, ed è una specie di blocco note superintelligente, perfettamente integrabile e comunicante con tutte le altre applicazioni di Google, e specialmente con Google Docs & Spreadsheets, oltre che (ovviamente) con Gmail.

Ho già indirettamente parlato (per esempio qui) del sistema organizzativo personale denominato Getting This Done (GTD), ideato da David Allen. Ebbene: Google Notebook sembra fatto apposta per implementarlo. E vi spiego in due parole perchè.

Innanzitutto il GTD si fonda su un concetto primario: l'informazione deve tradursi in azioni, e per questo deve essere classificata, collocata nei giusti contenitori e spostata continuamente a seconda dei vari gradi di implementazione. La classificazione e lo spostamento devono avvenire al di fuori di noi, per mantenerci creativi :smile: e indurci a focalizzare tutto sull'azione diretta! Dobbiamo spostare per controllare, e classificare per ritrovare le cose spostate. :happy:

Google Notebook funziona esattamente così. Si apre un'interfaccia nel vostro browser (io uso Firefox). Voi scrivete un'annotazione, che compare esattamente come una sorta di index card elettronica. Questa annotazione è editabile come un testo qualunque, e si possono inserire anche dei link testuali. Una volta scritta, la potete stivare in un notebook creato appositamente, e collocare anche all'interno di sottosezioni del notebook stesso (piuttosto che gettare nel cestino). Lo spostamento è facilissimo, basta usare il mouse, secondo una procedura drag & drop.

ESEMPIO 1

Supponiamo che io scriva qualcosa nel mio INBOX. Una volta scritta, la guardo. Cos'è? Supponiamo che esprima la volontà di scrivere un articolo su... Google Notebook! Allora creerò un notebook dal titolo "Articoli da scrivere", e sposterò materialmente l'annotazione dall'INBOX al nuovo notebook. Non contento, creerò all'interno del nuovo notebook la sottosezione "Articoli per Creative Landscape", e la ricollocherò lì. Controllando periodicamente i miei notebook, ritroverò il mio articolo da scrivere.

Ma l'utilità di Google Notebook è molto più sottile...

ESEMPIO 2

Facciamo un'ulteriore supposizione. Voglio scrivere un secondo articolo, ma mi servono informazioni aggiuntive e non so bene per quale ragione io voglia scrivere questo articolo (e queste intuizioni nebulose sono molto numerose quando uno in genere si pone in un atteggiamento produttivo). L'annotazione la sposto dall'INBOX al nuovo notebook "Progetti nebulosi" (sottosezione "Articoli"). Accumulo nel frattempo informazioni, che stivo nel notebook "Informazioni per progetti nebulosi" (sempre sottosezione "Articoli"). A un certo punto, dopo opportune ricerche, mi rendo conto che ho finalmente le informazioni bastanti per scrivere quel fantomatico articolo. Sposto allora la prima annotazione nel notebook "Articoli da scrivere" (ricordate!)... e comincio effettivamente a scrivere. Da subito! Sfruttando le mie annotazioni! Come faccio? Creando un altro notebook con il titolo dell'articolo che voglio scrivere. In questo nuovo notebook faccio confluire tutte le mie vecchie annotazioni inerenti l'articolo, più quelle nuove. Se voglio aggiungo sottosezioni per strutturare le varie cose scritte, che fungono da paragrafi (ricordo che tutto è editabile come in un normale wordprocessor).

Alla fine ho un notebook che ha funzionato come una sorta di outliner web based. Ho organizzato sequenzialmente le mie informazioni, in modo del tutto naturale; ma la cosa bella è che adesso non occorre che io le vada a riscrivere, piuttosto che copiare e incollare paragrafo per paragrafo! :cheers: Una specifica funzione di Google mi permette di trasformare automaticamente un "google notebook" in un testo di Google Docs già formattato, esportabile e pubblicabile in mille modi!! :hat:
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