THE NEW MESSIAH

THE FRIEND OF THE WORLD... FOLLOW ME

Subscribe to RSS feed

I'M BACK!

Sono tornato!
Per l'ennesima volta!
Senza un motivo particolare, più che altro perchè m'è stato proposto da una persona molto speciale...

norris
NOO! Non lui!

Grazie Dave Evans, ALIAS Jim Belm..


CHE DIRE?

Sono appena arrivato alla fermata dell'autobus. Sono le.. 8:53. In anticipo di 9 minuti!
Unico rumore è quello prodotto dalle gomme delle ruote delle automobili a contatto con l'asfalto.
C'è anche bel tempo, pur essendo il 23 Novembre. Infatti il sole è lì, tondo e splendente, sempre pronto a scaldarti.
A un lugubre tappeto di fazzoletti usati sull'erba, attorno alla mia panchina, s'aggiungono le carcasse di pacchetti di sigarette e il puzzo di fermento ch'esce dalle carogne di bottiglie di birra. Il cestino trabocca di resti di carte, cartine, lattine, pannolini, succhi di frutta e cibo andato a male.
E' arrivato il mio pullman.

CD-R

Quando vedi la tua stanza da letto, sai come muoverti.
Nel momento in cui calano le tenebre e non è più illuminato, per quanto tu la conosca, sappia dove cercare il letto, i vestiti, etc, dovrai sempre stare attento a come avanzare.
Camminerai lentamente, con le mani protese in avanti, pronto a individuare gli ostacoli, riconoscerli e quindi prevenirli.
Adotterai cautela, non ti fiderai di avanzare ciecamente.

Eppure si tratta di un luogo a te familiare

ECCITAZIONE E VIOLENZA

Hai mai parlato al mare?
Gli hai mai chiesto cosa si prova a vivere?
Lo stesso l'hai chiesto anche alla Terra?


No vero?
Noi dobbiamo perderci dietro agli angeli, dobbiamo pregare sempre che vada tutto bene, dobbiamo farci gli auguri di Buona Fortuna, sperare in un Merry Christmas.
Abbassa lo sguardo, cosa vedi? Io sto guardandomi le mani. Ti sei mai domandato quanto sia affascinante il fatto che tu possa usare le tue mani come vuoi?
Puoi sfruttare tutto il tuo corpo come vuoi: correre, dialogare, sentire. Ma cosa aspetti ad accorgertene? Perdiamo più tempo a preoccuparci che a migliorarci. Basti vedere le donne. Mai le ascolteremo dire le 3 fatidiche parole "ora sto bene". Lo stesso per gli uomini e la loro scarsa capacità introspettiva verso gli altri. Semplicemente se ne fregano di scavare più a fondo nelle cose, perdono la testa e alzano le mani.
E tutto questo solo per non accettare di non aver ragione. Guai a pensare altro da noi, guai. Forse sono io troppo stupido, però il mondo intorno lo osservo. Mi piace fermarmi ad ammirarlo e sapere che quello non è tempo gettato via, anzi, sto imparando. Sto dando ascolto all'esperienza, non ai miei problemi che da solo non risolverò mai. 2+2=4 so calcolarlo perchè diedi retta a qualcuno molti anni fa.
Inoltre so che su molte cose non potrò farci niente. Non è rassegnazione: è solo la realtà. Accontentarsi non significa perire nell'universale routine tediosa di ogni giorno. Accontentarsi vuol dire darsi delle certezze. Vuol dire iniziare a camminare e compiere finalmente il primo passo, sempre tanto sofferto sotto il peso di oceani di dubbi e insicurezze e quant'altro.
Accontentarsi è sinonimo di "non pentirsi". Ogni decisione che verrà subito rimaneggiata è tipica di una persona debole e non matura, se il cambiamento sarà dovuto a incapacità di fidarsi. Fidarsi.

Dovremo metterci il cuore in pace su molte questioni, migliorarci sapendo di essere in relazione con tutto ciò che ci sta attorno. Dovremo fidarci di più di noi stessi e lasciarci andare.

Ma si comporta così il mare?

L'AMORE E' TEMPO PERSO

Ci siamo appena innamorati, tutto è "incomprensibile e folle". Ovunque si cela il pensiero della nuova fiamma, tutto s'incendia. Torniamo a casa, magari dopo il suo primo bacio, e siamo euforici; non programmiamo subito la prossima uscita, nè aspettiamo che arrivi l'occasione di farlo. Siamo semplicemente felici e con lo stesso morale affrontiamo con tranquillità la nostra vita.
Passa il tempo. Alziamo lo sguardo verso l'orologio a muro e lì ci accorgiamo che niente si era fermato se non il nostro cervello. Stavolta pensiamo alla nostra "metà" solo come ad una persona, ne notiamo le imperfezioni che non riusciamo a tollerare nè modificare e ci chiediamo: Devo continuare così fino alla fine?

Se esiste alcunchè che può rovinare l'amore, sempre che esso esista o, meglio, che sia possibile concretizzarlo in questa realtà, questo è il tempo. Il suo trascorrere, che per noi diventa relativo, attenta alla vita delle persone che credevano in un rapporto più intimo e stabile con un secondo.
Solo il concepire una vita passata o un progetto a lungo termine, non coercizzante, o addirittura l'attuale incedere del tempo, soffrire, cioè, il lento logorio delle nostre esistenze in un inesorabile tedio, è l'omicidio di Eros. Un dio.
L'Amore si gusta quando si dimentica la quarta dimensione, quando si comprende che non esiste un momento per amare, perchè ciò porterebbe inevitabilmente a negare il sentimento stesso, o per lo meno porlo nell'oblio. Quest'ultimo andrebbe contro al concetto relazionale di Amore come rapporto stabile tra due persone che si provano affetto e non che si dimenticano l'una dell'altra. Io parlo di vero Amore, ma non voglio cadere nel maniacalismo; io voglio mostrare come la concezione del tempo vada contro quella di Principio immutevole e imperituro che abbiamo di Amore.
Si può trovare un punto d'incontro, si può "sacrificare" il tempo a disposizione per illudersi, dimenticarsi del tempo per vivere un'esperienza eccezionale, nel senso proprio di eccezione, qualcosa di singolare e nuovo. Cadiamo spesso nell'errore contrario, credendo di poter amare sempre e trovare qualche volta un momento di stacco, trasformando tutto sempre più in un ammasso convenzionale vuoto è pesante.

Dobbiamo ricordarci che tutto il tempo che così perderemo, sarà speso bene.
Che palle

LA STANZA TROPPO GRANDE

Rimane seduto davanti la sua scrivania, le braccia appoggiate su essa. Tiene fermi dei fogli e intanto corre con la mente oltre il vetro, aperto, della finestra. E vede vallate, i raggi del sole che illuminano a sprazzi, qua e là; sfiora la sabbia bianca di spiagge infinite; insegue le prede degli animali più feroci; riposa con la schiena contro al tronco di un salice in riva a un ruscello. Si alza e riparte.
E' una stupenda giornata d'estate, di quelle così calde e tranquille che si pensa di essere soli da quanto è il silenzio; da lontano giunge il solito tubare della tortora, immancabile e solenne, che vorrebbe stare ad ascoltare in eterno, come se la natura l'avesse partorito col sole; sente, da una casa vicina, provenire il tintinnio delle posate che sbattono incostanti sul piatto, un bicchiere che colpisce la tavola per essere riempito, dopo essere stato capovolto, ma nessuna voce. Ricomincia a correre.
Stavolta nuota in un misto di aria e acqua in un paesaggio innaturale, fatto di palazzi e di fieno, dove il cioccolato odora di benzina e le automobili urlano maledizioni. Qui le persone non hanno le orecchie, inciampano ovunque vadano e non respirano; però queste parlano e le parole, appena proferite, cadono a terra come tonnellate, sprofondando senza mai toccare il fondo. Basta ora, quelli sono solo pensieri.
Impugna la penna, guarda le poche carte che ha davanti e pensa. La storia (effettivamente) è molto lunga sì, non sarà facile adattarla in così poco spazio: o scrivere più in piccolo o tagliare le parti inutili. Deve essere un lavoro conciso e preciso, niente può essere lasciato al caso e tutto deve quadrare, altrimenti tutta quella fatica di lima è stata vana. Deve tagliare le parti inutili.
Ma non c'è un modo per poter farci stare tutto? Insomma, potrebbe essere che a qualche altro lettore quelle parti non siano proprio defettibili o frivole, no?
Lì c'è un tavolino, molto vicino per poter osservato attentamente, ma troppo lontano per raggiungerlo fisicamente dalla posizione in cui si trova. Vuole raggiungerlo,ma basterebbe un filo di vento per disperdere i fogli sulla scrivania e i fogli non devono essere in disordine. Si allunga con un braccio mentre l'altro funge da fermacarte e tenta di raggiungere l'importante mobiletto; si sforza, suda, si vede uno stupido: perchè non alzarsi semplicemente?
PERCHE' I FOGLI NON DEVONO ESSERE IN DISORDINE.
In quella posizione rimarrà, per molto e molto tempo.
Su quel tavolino ci sono tutti i pezzi di carta che desidera, siano essi grandi o piccoli, triangolari o tondi, a quadretti o a righe; il suo errore più grande è stato comprare una stanza troppo grande che racchiudesse tutte le sue illusioni.

COME PASSA IL TEMPO

Dio mio voltati e guarda, che devastazione.
Solo una guerra può aver ridotto tutto in quello stato.
Persone che si rassegnano,
persone che illudono,
persone che credono,
persone che si dividono

e poi? E poi niente, ci siamo solo noi e le nostre vite. Siamo quelli piccoli, là in fondo, nascosti tra le macerie che usiamo per proteggerci dalle intemperie. Chi l'avrebbe mai detto?
Eppure ritorno ancora, spinto da non so che forza o drogato da qualche magica spezia, e scrivo. Non seguo una trama, non ho bisogno di un telaio per filare correttamente la tela, andrò a caso. Il caso, quando non si è incapaci di prevedere lo si incolpa, quando si è ciechi e si ignora la realtà si può addirittura attribuirlo a un'entità "super"; ma non ho voglia di divagare come un qualsiasi scettico che su tutto dubita eccetto che sulla facoltà di dubitare. Chi è mai stato in montagna? Gran bel posto. Le vallate che si estendono così lontano che sembrano perdersi. Buttare lo sguardo oltre il vetro dell'auto e notare i primi giganti, lì stesi, come dormienti, avvolti tra le nuvole. Trasmettono rispetto, venerazione, come dei vecchi saggi su un qualche film o libro di successo perchè o così, o ti devono minacciare per uno straccio di ascolto. Siamo affascinati, com'è giusto che sia, dalle grandi opere, naturali o non, perchè vorremo essere al posto loro; chi non vorrebbe essere su quella montagna o quella stessa per poter sovrastare sugli altri? I più deboli, così li cerchiamo, senza pensare che il vero debole siamo noi. Non cerchiamo un modo per confrontarci alla pari su un terreno comune, vogliamo trovare il suo punto debole come quando, imponenti come monti, possiamo schiacciare gli altri così vulnerabili. Desiderare, cercare, volere per sè, conquistare. Sono queste le parole che spingono la nostra intera esistenza, addirittura a voler bene a qualcuno e sacrificarsi. Ma per quanto altruisti possiamo essere sempre si trova una volontà di fondo, pure nel caso in cui non vogliamo. Siamo macchine destinate a funzionare sempre per un comando proveniente dall'interno, in qualsiasi momento non potremo mai avere un attimo di pace perchè anche lì avremo deciso di svolgere quell'azione. Ansia, angoscia, impazienza. Aspettiamo soltanto la dolce chiamata della nostra morte, l'ultima nostra volontà, poi felicità, pace, soddisfazione al termine della nostra lunga battaglia condotta in vita, da vigliacchi.

CANDIDE


<<Mais a quelle fin ce monde a-t-il donc ètè formè?>>

<<Pour nous faire enrager>>



Cara, sporca Italia

Immagino...

in questo spazio bianco


di trovar sfogo a ciò che più odio nella mia vita

il mio paese