Fall down [Pt 1] (Capitolo 6)
Wednesday, April 16, 2008 7:00:00 PM
Ragazzi, dovreste conoscerla, vero? Quando vi sentite splendidi. Quando tutto sembra possibili. Eccovela lì, la vostra ascesa. La vostra piccola perfezione.
Eppure, voi come me, sapete cosa c'è dopo. Il mondo non è solo in discesa, non stiamo uscendo da nessuna torre di torture, nessun incubo. E' semplicemente un bilanciamento di opposti. Voi lo sapete bene.
Voi che avete combattuto tante battaglie, che non vi siete dati per vinti.
Ed gli ascoltatori che si sono arresi non vanno ignorati. Anche loro han combattuto per quel piccolo momento di ascesa.
E lì, in quell'istante, era tutto splendido.
Però siate sempre pronti, perché dopo un pò apparirà, la caduta, la salita.
O semplicemente il vostro prossimo ostacolo.>>
Stava concludendo il suo programma, Alex, quando la porta dello studio si aprì senza preavviso.
Mentre "Raining in baltimore" partiva con le sue note dolenti, mentre i Counting Crows iniziavano a far cadere lacrime su tutti gli ascoltatori della radio, Alex rimase spiazzato.
Di fronte a lui c'era il capo della produzione, fiancheggiato da uno strano signore vestito in giacca e cravatta.
<<Salve, desidererei parlare con lei in privato, se non le dispiace>> fu ciò che lo sconosciutò gli disse.
E capì che non aveva scelta, in genere le interruzioni di questo tipo non venivano mai consentite.
A parte a chi aveva molto, molto potere.
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Era il 24 dicembre. E di miracoli non si parlava. Come per tutta la sua vita, ripetizione senza soste, Rise si alzava (quale inganno del destino), e preparava la misera colazione.
Stavolta era riuscito a pagare il vecchietto del condominio ed a zittarlo un altro pò.
Meglio di niente. Ma quello è puntuale più di uno svizzero.
In quel giorno, nella vigilia del tutto e del niente, qualcosa di incredibile stava per succedere.
Rise, nel suo mondo senza rumore, spostò un attimo la tazza che conteneva il cappuccino, chiuse un attimo le palpebre e quando le riaprì sentì un suono.
Solo un suono, lontano lontano lontano. Così lontano che sembrava quasi tappato.
Chiuse di nuovo le palpebre: niente suono.
Per un attimo il suo cuore era sobbalzato alla sola idea di aver riacquisito l'udito. Ma sapeva che non era possibile.
Alla terza volta che chiuse la palpebre svenne.
E cadde in un mondo dove riusciva a sentire.
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<<Adam, cosa stai facendo?>> Il sergente aveva un'aria dubbiosa mentre lo domandava
<<Niente Signore, sto soltando cercando di amplificare le capacità del soggetto con una droga molto leggera, unita a qualche particolare proteina. Sembra che stia comunicando.>>
Il sergente guardò Alex come dall'alto di un trono, ammiccò un sorriso e poi si girò verso lo schermo lcd del computer che monitorava ogni stato del ragazzo.
<<Ma sei idiota? Non vedi che sta dormendo?>>
Adam perse le parole, il sergente Konnely sbuffò.









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