Outro [Pt. 3] (Capitolo 1)
Friday, March 10, 2006 6:57:25 PM
la donna dai capelli mossi non si tirò indietro
<<Perchè non dovrei? C'è per caso una qualche legge che nega ad una donna di provare piacere?>>
<<No, ma, comunque non è una motivazione sufficiente, non credi?>>
<<Io non credo.>> più che una risposta pareva un'affermazione teologica, ma l'uomo non riuscì a cogliere la sottile differenza...
Infatti, soluzione ai suoi mille problemi e frustrazioni, decise di sbuffare per poi riprendere
<<Insomma, non mi hai risposto. Lo fai solo per provare piacere? Potresti masturbarti..>>
<<Non godrei>>
<<..o farlo con tuo marito, o con un compagno fisso, se non cel'hai>>
<<Non godrei>> il cielo il cielo il cielo pensava la donna. Di nuovo il ragazzo s'insinuava nei suoi desideri, e sentiva il calore del sangue che inizia a scaldarsi.
Accavallò le gambe. Ma non per il suo attuale spettatore.
Ma l'uomo non colse la sottile differenza...
<<Ed hai bisogno sempre di uomini diversi per godere? Sempre di un altro maschio? di un'altra esibizione da puttana?>>
<<Modera le parole.>> lo disse con calma. senza una comune rabbia.
dentro, però, urlava
e cercava lo sguardo di un 22 enne negli occhi di un uomo.
troppo vuoto
<<Non sono una puttana, nè voglio essere chiamata così>>
L'uomo la squadra. Indeciso sul da farsi.
Cosa vuoi da me?
<<Cosa vuoi da me allora?>> Chiese
La donna scelse che quella era l'ultima domanda. Ma le risposte sono tutte fuori tempo limite, si alzò dal letto, e si avvicinò, in lingerie, all'uomo
alzava lentamente la sua gamba destra, coperta da pregiate calze, per poggiarla nel mezzo dei pantaloni dell'uomo.
Poi, eccitata e sofferente dette il via allo spettacolo,
o, forse
alla farsa.
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<<Nessuno si aspetta miracoli semplicemente perchè nessuno ci crede. Come nessuno crede alle magie. Roba sorpassata dalla tecnologia in più e più ambiti. Le chat, internet, i siti. Hanno permesso così tante cose che lo stesso fantomatico concetto di magia non aveva neanche concepito. L'attuale insieme di reti sociali sviluppati attraverso la rete è oramai una tra le realtà più consistenti di questo pianeta. Non possiamo aspettarci altri miracoli ragazzi,
i miracoli dobbiamo farli noi>>
Alex prende una pausa un pò più lunga del solito. Il microfono gli si posa davanti immobile. Respira. ma il suo respiro non viene trasmesso dalla radio, nè da internet. Come il battito del suo cuore.
Beh, forse quello a qualcuno viene trasmesso, ma lui non lo sa.
<<Ci sono momenti in cui dobbiamo credere. credere che non sia tutto qui. Che oltre a questa trasposizione digitale dei sentimenti ci sia qualcosa di più. non un miracolo, e nessun potere, ma un qualcosa, una speranza forse, che ci lasci andare avanti. Con questo interrogativo vi voglio lasciare oggi. Che ci sia qualcosa di più oltre alle chat, ai siti, alla voce che state sentendo. E intanto, tra le tane cose, beccatevi questa canzone!>>
Mise su "Open arms", dei Journey, e poi allontanò il microfono, staccando il volume.
La giornata era iniziata in maniera strana. Confusionaria forse. Prima quella strana sensazione mentre saliva sull'autobus ed ora quest'improvvisazione che si era concesso alla sua trasmissione radiofonica. Non riesce a capire, Alex, dal fondo dei suoi anni. Non riesce a capacitarsi di cosa lo sta muovendo. Di dove si stia dirigendo.
<<Ehi, grandissimo Alex! Quel pezzo di oggi era stupendo>> glielo dice Roberto, uscendo dalla sala
<<Eh eh, ho avuto un'ottima musa ispiratrice>>
<<Qualche bella donna?>>
<<Macchè Roberto, magari ne avessi una>>
<<Sempre con quell'aria da povero ragazzino solo, non ti stanchi mai? Se vuoi questo sabato usciamo un pò con quegli altri ragazzi, ci fai compagnia?>>
<<Sinceramente non saprei. Richiedimelo semmai sabato stesso. Non ci riesco ad organzizare così a lungo termine>>
<<Sempre il solito sfaticato>> Roberto gli tira una pacca sulla spalla
<<Andiamo và.>> Ed i due escono dalla porta.
In un'altra parte di quella città c'è Siria.
Siria adesso è di fronte ad una porta. Di quelle classiche. Senza troppe caratteristiche che risaltino all'occhio. La casa che la contiene è un condominio. Ai giorni d'oggi chi si può ancora permettere una villa?
In quel momento per la strada gira tanta gente a piedi. C'è un ragazzo che pensa a come affrontare l'appuntamento con una ragazza, una signora anziana che lotta con la busta della spesa e annovera tra i pensieri il fatidico "ma allora è vero che non si rompono finchè non ti tagliano le dita", c'è anche un uomo in coda, bloccato dal traffico, attualmente l'uomo sta sbraitando e traumatizzando la sua Fiat Panda come un nazista farebbe ad un ebreo. Se non altro in questo caso è roba sua e non la vita d'altri.
Siria vede tutto questo e altro ancora. Riflesso nei propri occhi analizza quel mondo pieno di caos, vede tutti i modi perchè questi problemi si affievoliscano, e capisce l'utopia del suo umile pensiero.
Poi si rompe di star ferma. E suona il campanello del condominio.
No, non lo suona a caso, ma sotto il nome "Rosa Stantiago".
che bel nome
Passano due o tre secondi, giusto il tempo di sgranchirsi le spalle e la voce esce puramente metallica dal citofono. E' di una donna.
<<Si? chi è?>>
<<Ero qui per iniziare il lavoro di Babysitter, sono Siria>>
<<Ah certo, salga, è al terzo piano>>
Clack,e si apre la porta.
Dopo le scale Siria si trova davanti all'ultima porta, dalla quale sporge con i suoi capelli biondi fluenti, la faccia della madre, donna in carriera con troppi impegni per avere un figlio.
E tra le sue braccia uno tra i bimbi più sorridenti del pianeta : Savonne
Andrea (sdl)
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