Storie di riflessi, riflessi di storie [2° Riflesso] (Capitolo 3)
Sunday, 21. May 2006, 11:24:43
Riquadro bianco. E' una polaroid. Chissà chi le usa ancora a parte questi due anziani turisti. La foto è stata scattata al mattino, vicino l'ora di pranzo. I due signori stavano passeggiando sul lungomare di una città, quando un'immagine senza fiato gli si para davanti. Un sole irreale che gioca con i riflessi dell'acqua. Nella foto il paesaggio mostra un bellissimo lungomare, seppur cementato, ed i due vecchiettini sorridenti che si tengono la mano come dei bambini. C'è del verde ai lati, verde d'albero. Una casetta, un paio di coppie che camminano dietro di loro, una vestita in chiaro, ed una meno coerente, con il ragazzo vestito casual e la ragazza vestita in maniera molto semplice, molto "da mare".
Il sorriso dei due vecchietti risplende più del sole dietro loro, che realizza un'aura benigna nel cielo e fa immaginare chissà quali miracoli. Magari quelli che non esisteranno mai.
Clic.
Nessun riquadro stavolta. L'immagine è digitale. Ultimo modello della Nikon. Talmente piccola che ti domandi come fai a premere i pulsanti. Chi ha fatto la foto se l'è domandato appunto. Ed ha scoperto che ne premeva 4 insieme. L'immagine viene vista attraverso uno schermo, ore ed ore dopo che è stata scattata. Lo schermo è un 17 pollici LCD, davanti ad esso una famiglia felice ed un figlio che, per regalo di compleanno si è guadagnato un viaggio al mare ed una fotocamera digitale. E per mostrare le sue indubbie doti informatiche ha ben deciso di far vedere le sue prodeze ai genitori.
Stavolta la foto è fatta sulla spiaggia. C'è il padre che gioca con la sorella.
La spiaggia è abbastanza affollata. Senza esagerare però. E' ancora presto per i pienoni estivi. Ma non è tardi per il tempo. C'era un buon sole ed una buona temperatura.
Gli invisibili pixel delineano tante figure. Svariati ombrelloni, rossi, verdi, arancioni e gialli, blu. Il padre sta giocando nell'acqua del mare con la figlia e sorride amabilmente.
Il ragazzo posa giustamente l'attenzione anche su un bel fisico che passa non poco lontano dal padre e che non gli dispiace proprio ammirare, con quel bel costume nero.
Anzi, quello forse era anche un regalo migliore.
Clic.
Altra foto digitale. Stavolta è solo un gioco di riflessi sull'acqua. L'onda che arriva sulla sabbia e che scompare nel niente.
Nessuno però fa caso all'invisibile riflessi che possono apparire sulle onde. Non sarebbero comprensibili ad occhio umano.
Clic.
Finalmente una foto normale. Scattata con una usa e getta. La foto è in un ristorante che dà sulla spiaggia. Si vede il colore indissolubilmente rosa delle tovaglie e alcuni tavoli con le coppiette. Si vede la spiaggia, con dei ragazzi che giocano a pallavolo con una rete improvvisata. Il pallone sta per toccare terra e si vede un ragazzo sui 27 anni che va a raccoglierlo.
Lontane si notano due mani che provano a toccarsi. La foto non lo mostrerà mai quell'incontro. Sarà avvenuto qualche minuto dopo che la foto era stata scattata.
Al centro della foto in realtà ci doveva essere il ristorante, ed in effetti c'era. Ma diciamo pure che la foto era un pò bruttina.
Se avessero ingrandito quelle due mani, con un romantico raggio di sole a trafiggerle, forse era meglio.
Ma non capiterà
Clic.
C'è voluto un pò perchè trovasse la macchina fotografica. Un altro pò perchè imparasse ad usarla. Un altro pò ancora per capire cosa stava succedendo ed infine riuscire a fare un piccolo quadro di lei.
C'era riuscito. Con non poche disavventure. Aveva comprato una macchinetta da poco solo per non dimenticare quella giornata. L'aveva presa con poche foto, e ne aveva buttate via un sacco, finchè finalmente la posa perfetta non apparve.
Siria distesa sulla spiaggia.
Guardava con aria malinconica il mare al tramonto. E lui stava tornando dal bar con un paio di thè freddi alla pesca. In spiaggia la gente iniziava a diradarsi e quelle pennellate di arancione in cielo che spostavano le nuvole erano davvero magiche.
L'idea non gli nacque subito in testa.
Ci volse un pò ad Alex per collegare le varie cose e soprattutto per ricordarsi che, legata al suo costume, c'era la piccola macchina fotografica.
Piano piano si avvicinò per provare a coglierla di sorpresa.
I suoi passi furono impronte e poi fu lì, vicino.
E lei si voltò, lo guardò nel viso e sorrise.
No, non il sorriso per la foto, nè un sorriso ironizzante.
Sorrise perchè vide lo sguardo di Alex. Dolce ed ingenuo. Quello di un bambinotto.
Sorrise perchè sentì di volerlo baciare. Lui lo capì e ne ebbe paura.
<<Clic.>>
Fu il rumore che uscì dalla macchinetta.
Quella fu l'unica loro foto che venne in maniera decente.
D'altronde la loro vita, quel loro incontro e quel loro romantico viaggio per rilassarsi fu fotografato in altre centinaia di foto di passanti, turisti, amanti, e fotografi d'eccezione.
Clic.
L'ultima foto vede protagonista involontario Savonne, e sua madre.
Non soltanto loro.
La foto nasce per prendere di mira una costruzione nuova della città. Qui non c'è più il mare ovviamente.
Ma il vero problema è che nel fotografare sono apparse le persone del marciapiede.
Tra cui Savonne, la Madre
ed il padre fuggito di casa.
Non si può nascondere che gli sguardi dei tre siano piuttosto comici.
Un pò meno è lo sguardo del fotografo, quando la vedrà sviluppata...
Andrea (sdl)









Anonymous # 7. June 2006, 21:01
Ciao Andrea!!Finalmente mi hanno riattivato internet... dopo un mese quasi!!!...Cmq ho cercato di riaggiornarmi col tuo blog;)!
..Vedo che il libro procede bene...bella la ricostruzione dei momenti di vita vissuta attraverso fotografie....e al contempo riesci a portare avanti le vicende dei personaggi...Chevita sentimentale tormentata ha la donna dai capelli mossi...Chissa' cos' e' successo quando il ragazzo e' entrato dalla porta....dopo il "terremoto"insomma....
E poi Siria e Alex fanno sul serio????
..Cmq sarebbe veramente folle se al bar al posto del solito cappuccino si potessero ordinare anche i robottoni....pensa che risveglio!!:D
bye
Andrea # 7. June 2006, 23:42
Dopotutto l'idea del 3° capitolo è appunto quella di mostrare i riflessi della vita di Alex e Siria, la conclusione di questo riflesso si avrà con l'ultimo capitolo. (1^ storia, 2° riflesso, 3^ sarà la 'voce'.)
Spero di riaverti sempre tra le lettrici dei blog
Per la storia della donna dai capelli mossi c'è tempo.
E non è detto, chiariamo, che ogni storia abbia un termine
Andrea (sdl)