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Frontiere dell'Interazione 06

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Il convegno in oggetto svoltosi, esattamente una settimana fa, presso l'Università Bicocca di Milano mi ha lasciato una sensazione strana, una domanda a cui non riuscivo a rispondermi. Per una descrizione della giornata e degli incontri tenuti vi rimando a questo blog.

Lo speaker che mi ha più colpito per la sua presentazione è stato un certo Andrea Benassi, con la sua spettacolare parlata da fiorentino :smile: . Il suo talk era incentrato sulla natura di Internet, non più vista come sola fruizione di contenuti "web", ma espansa alla sua intrinseca e potente forma di "comunicazione". Ha affrontato il tema dell'uso di Internet nella forma di una nuova "realtà parallela"... ci mostra l'utilizzo di GoogleEarth come il sistema utilizzato dagli studenti americani per capire dove fosse l'Irak, ci mostra l'avvento dei giochi di ruolo on-line come World of Warcraft.
Quest'ultimo rappresenta un gioco di ruolo on-line nel quale si diventa un personaggio che dovrà compiere missioni, uccidere draghi, recuperare chiavi magiche, compiere missioni per aumentare il suo potere in questo strano mondo "sintetico" (eccovi una recenzione del gioco molto particolareggiata). Quello che più mi ha stupito sono i dati: circa 6.400.000 (si, sei milioni) di giocatori paganti (10$ al mese) che partecipano a questa realtà. Essi sono principalmente uomini con più di 30 anni... 30 anni??:eyes: non ho trovato il video proposto alla conferenza, ma veniva mostrato un incontro di Word Of Warcraft nel quale l'immedesimazione delle persone, con i relativi personaggi, era tale da sentire le urla (reali) di dolore (virtuale) per i colpi ricevuti dai personaggi del gioco

Come secondo esempio di utilizzo di Internet come "realtà virtuale" ci viene mostrato Second Life: un nuovo mondo un cui vivere una seconda vita con tanto di biblioteca, scuola, una propria casa e tutto il corredo... quì gli abitanti sono ecquamente distribuiti tra uomini e donne, ma l'età media è sempre oltre i 29.

Arriviamo quindi alla domanda di cui parlavo inizialmente... queste nuove frontiere dell'interazione tra uomo e PC, questo uso di "realtà virtuali" (come definirle diversamente?), in che modo vengono assimilate dalla mente umana e dalla nostra psiche?
Come è possibile vivere distintamente due realtà così forti senza farle collidere?
Non è possibile che il limite tra le due realtà si avvicini troppo da impedere ad una persona di distinguere quando si trova in una e quando nell'altra? ... quali sono i rischi che comporta tutto questo?

Se c'è qualcuno in grado di chiarirmi le idee... si faccia avanti! :wink:

... alla prossima! :cool:
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