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i primati della politica

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politica = arte di governare le società
partire dalla definizione, oggi, è basilare.
tra un'oretta monti andrà da napolitano a svelare la lista dei suoi ministri.
mi stupisco del fatto che pochi si siano soffermati sulla vera anomalia di questo "governo tecnico" che è la straordinaria cacciata del governo precedente. molti hanno tirato fuori discorsi sulla democrazia violata, sull'atto di forza del presidente della repubblica ma pochi hanno notato che il vero problema era l'incapacità del governo precedente a fronteggiare con strumenti efficaci il momento economico attuale. indipendentemente dal giudizio personale nei confronti del quasi-ex-presidente-del-consiglio, la svolta è seria e non trascurabile.

il governo ha il compito di gestire l'italia, di decidere su problemi e questioni strategiche per il futuro.
se ho un'azienda e dovessi decidere chi metterci a dirigerla la mia scelta cadrebbe su una persona che ha studiato per gestire un'azienda, o su una persona che ha gestito (bene) altre aziende. non ci metto un magazziniere.
se la mia azienda fa scarpe devo chiamare uno che sa come si costruiscono le scarpe.
se la mia azienda fa automobili devo chiamare uno che sa come funziona un motore.

al ministero dell'agricoltura devo metterci uno che sa cos'è una patata, che sa quanto costa un trattore, che sa cos'è una coltura geneticamente modificata e che conosce a memoria tutti i dop del paese.
al ministero dello sviluppo economico devo metterci uno che ha studiato l'economia, conosce i processi industriali e riesce a prevedere le tendenze future della domanda.

il mio ragionamento è lineare: la politica, per come è nata nell'antica grecia, oggi non serve più. oggi servono solo competenze e conoscenze. tornerei volentieri ai ritmi greci dove le cose le decidevano in piazza con le lenzuola addosso, ma oggi la solfa è cambiata e non ci sono grandi discorsi da fare per mettersi d'accordo: bisogna fare le scelte giuste al momento giusto. e per fare le scelte giuste ci vuole gente che ha studiato e ha esperienza. ognuno nel proprio campo.

la sovranità popolare cade?
no. gli esperti presentano le loro idee, io scelgo quale esperto metter su.

monti non avrà tanta fortuna. monti farà fatica e se la prenderà nel culo molte volte perché il nostro parlamento è pieno di ricattatori e di furbastri, niente di lontanamente vicino all'antica grecia. monti non sarà ricordato come il nostro salvatore ma come uno che ci ha spillato un sacco di soldi e che poi se è stato cacciato in malo modo dalla prepotenza ignorante degli scimmioni della politica.

configurare nas lacie e d-link: accesso da remoto

ho configurato l'accesso ai miei due nas di casa da remoto.

per il primo, un lacie, è stato sufficiente registrarmi gratuitamente a no-ip.com e poi impostare sul router alice il port forwarding della porta 80 sull'ip fisso del nas. ogni volta che accedo all'indirizzo no-ip.org scelto, vado direttamente sul nas. sta roba funziona da diversi anni ormai.

per il secondo, un dlink 323, visto che la porta 80 era occupata stasera ho preferito gettarmi sull'ftp. creato un utente sul nas, attivato il server ftp integrato e aperto la porta 21 sull'ip fisso del secondo nas. per accedere, usando opera, digito ftp://nomeutente:password@indirizzo.no-ip.org e vedo tutto il contenuto. al momento non saprei come caricare su ftp ma non mi sembra urgente.

blood sugar sex magik - vent'anni dopo

questa data me l'ero segnata sul calendario perché a memoria non la ricordavo, ero troppo piccolo.
il 23/24 settembre del 1991 avevo quasi undici anni e, verosimilmente, avevo appena iniziato la prima media (però di questo non sono certo).
a mia totale insaputa i red hot chili peppers pubblicavano il loro disco migliore dal titolo estremamente kiedisiano* blood sugar sex magik.
avrei scoperto questo disco solamente alcuni anni dopo (credo in prima o seconda superiore, ma poteva essere anche in terza) grazie all'insistenza del mio migliore amico, ora buttatosi in politica e sindaco giovanissimo di area destrorsa. eravamo in gita e lui insisteva per farmi mettere nel walkman (ebbene sì, il mangiacassette della sony) il nastro che qualcuno gli aveva registrato. sfiancato dalla sua insistenza tirai fuori la cassetta dei queen a wembley '86 e misi in play quella roba a me sconosciuta.
sono passati troppi anni e soprattutto la mia memoria è troppo pigra per ricordarmi cosa ho provato nell'ascoltare quel disco per la prima volta. l'unica cosa che ricordo è che mi tenni il nastro e lo duplicai al volo appena arrivato a casa.

bloodsugar non è un disco come gli altri del '91. non è nevermind dei nirvana che agli occhi di tutti, ora, ha fatto la storia della musica. non è il black album dei metallica che ha portato il metal e quei suonacci secchi alla ribalta. non è out of time dei rem e non è innuendo dei queen.
bloodsugar ha un'anima unica, ha il sangue che sgorga tra una traccia e l'altra, tra ogni strofa e ogni ritornello.

chi conosce i red hot sa che c'è un documentario filmato chiamato funky monks che ha fermato su pellicola tutta la lavorazione del disco nella villa sulle colline di los angeles. ecco, quel video fa capire molto del clima che si viveva tra quelle quattro mura e dell'alchimia che si stava creando.

non ha senso descrivere brano per brano la tracklist, però ci sono tre passaggi che secondo me rappresentano in pieno quello che io provo quando ascolto quel disco.

l'outro di funky monks: il funky come dovrebbe essere.
il bridge di breaking the girl: percussioni non convenzionali, bidoni, pali di ferro, muscoli.
il solo di mellowship slinky: forse il miglior assolo mai scritto da frusciante, veramente.

fondamentalmente blood sugar è l'insieme fortunosa di quattro fattori: john frusciante ventenne al culmine del suo periodo funky, la sintonia irripetibile tra john e flea, una registrazione di batteria inimitabile e una fase altalenante del rapporto tra anthony e la droga.
mischiare gli ingredienti, far accendere il frullatore da rick rubin e il gioco è fatto.


questo disco mi ha cambiato la vita, ed è stato l'unico che ci è riuscito. non mi pentirò mai della traccia fisica che ha lasciato sul mio corpo (*²) e difficilmente smetterà di essere il mio termine di riferimento in campo musicale in futuro. se sono diventato un discreto bassista (*³) lo devo a blood sugar: ho imparato ogni passaggio a furia di consumarmi i polpastrelli col disco nelle orecchie. l'ho masterizzato non so più quante volte, che a tenere il cd in macchina si rovina presto e poi ho ancora una copia originale intonsa, mai messa nel lettore. ho rotto le palle a tutti. ho iniziato a fare la gigantografia a mano della copertina da attaccare in sala ma non l'ho ancora finita. mi son comprato lo stingray perché lo usava flea in quel tour (e poi perché il wal costava troppo). ho invidiato fino alla morte quel ragazzino che a soli vent'anni era riuscito a creare tutto questo. e da quel disco non ho più finito di adorare il genio di john, nonostante tutto.


e poi quel finale,

and it's nice out here
I think I'll stay for a while



che loro lo sapevano che stavano pubblicando un capolavoro...






(*) neologismo insesistente
(*²) vedi retro del disco
(*³) fonte: classifica dei migliori cento bassisti caucasici stilata da famiglia cristiana

i'm with you - ieri al cinema

leggo qua e là recensioni sul concerto al cinema dei red hot chili peppers di ieri sera.
quasi tutte iniziano dicendo che l'iniziativa non è innovativa/intelligente/geniale dal punto di vista del marketing.
è ovvio che una navetta gratuita per la luna con concerto in assenza di gravità sarebbe stato molto più originale ma avevano finito le bombole di ossigeno.
ora caro recensore: ti sembra una minchiata? non andarci.
a me il concerto al campovolo di ligabue con sei palchi e le sue sei ex band mi sembra una minchiata e infatti non andrò mai.

prendo in particolare questa come spunto.
la scomodità dei cinema è risaputa, soprattutto per noi watussi ma credo che l'idea di fondo fosse quella di fornire un contenuto ad alto livello qualitativo a tanta gente. uno streaming via internet come proposto dal simpatico recensore non credo potesse minimamente raggiungere la qualità delle immagini di ieri sera.
sull'audio si può sempre discutere. spesso anche ai concerti "veri" non si sente perfettamente, e io so di cosa sto parlando. tanto peggio in una trasmissione via satellite con regia separata. in fondo la qualità dei suoni era decente a parte una compressione discutibile e alcune regolazioni in alcuni brani. poi nel mio cinema c'erano i canali destro e sinistro invertiti.

andando invece sull'esibizione io mi ritengo soddisfatto.
hanno suonato bene, nel senso che hanno avuto il coraggio di proporre una scaletta obbligata dalla tracklist del disco e non hanno fatto figuracce. gli equilibri in studio sono radicalmente diversi da quelli dal vivo, eppure hanno saputo riproporre fedelmente le sonorità e gli intrecci creati in studio a tavolino.
forse verso la fine c'è stato un aumento della tensione a causa di un paio di problemi tecnici (i crampi di flea e l'intoppo con la seconda regia che credo abbia toppato la registrazione di "did i let you know" che quindi è stata ripetuta).
anthony in gran forma, flea un po' in crisi sul finale a causa della scaletta (di solito alterna pezzi pestati e pezzi rilassanti), chad solito metronomo, josh buono (un po' nascosto come volume ma disinvolto e preciso nelle parti), strumenti aggiuntivi simpatici ma forse troppo invadenti (percussioni soprattutto).
i due bis hanno ridato vigore ai fans vecchia ora che, ovviamente, si lamentavano dei nuovi pezzi.

tutti sui forum stanno criticando i'mwithyou. allo stesso identico modo di quando uscì stadiumarcadium e bytheway.
però ora alcuni rivalutano bytheway. altri rivalutano stadiumarcadium.
è così.
la gente si aspetta un nuovo bloodsugar. io dieci anni fa ragionavo così. mi lamentavo perché non c'erano più pezzi come mylovelyman o funkymonks.
poi ho capito che le cose vanno avanti nella vita e nella musica. questo disco è pieno di cose nuove, diverse, originali. l'unica cosa che mi sento di dire è che non posso fare una recensione a due giorni dall'uscita di un disco. per come sono io i pezzi vanno digeriti e smontati prima di esprimere un giudizio credibile.
posso dire di essere contento. si confermano il mio gruppo di riferimento. e questo mi basta per ora.

commenti su opera

da qualche mese sui blog di myopera è possibile commentare un post solo se si è loggati come utenti di myopera.
io posso anche capire la mossa "commerciale" dei furbastri norvegesi però non la condivido assolutamente. il mio è un blog inutile però quando un cane commenta in fondo fa piacere. però adesso i cani non possono più commentare e io non posso provare quella sottile dolce sensazione di trovare un comments(1) in fondo al post.
ho scritto ad opera per chiedere delucidazioni e aspetto una risposta.
ma sono pessimista.

bordone contro la gabanelli (lo so che è roba vecchia)

la gabanelli tempo fa ha fatto una puntata di report sulla rete, facebook, privacy e sicurezza online.
parte della rete si è incazzata dicendo che il servizio era pressapochista, terrorista, di parte.

io leggo ogni giorno bordone e mi piace un sacco, anche se in tv da geppi cucciari mi fa veramente pena.
bordone è uno di quelli che si è incazzato contro la gabanelli.
poi dopo la risposta (non a lui ma generica) della gabanelli si è riincazzato, però questa riincazzatura me l'ero persa.
oggi l'ho trovata e nei commenti uno che si chiama come me ha detto esattamente la cosa che mi sono detto il lunedì dopo la puntata incriminata.
riporto:

Ciao Matteo, ti faccio una domanda: Secondo te i fisici sono contenti di come Report ha trattato il nucleare? Secondo te gli economisti sono contenti di come Report ha parlato della crisi economica? NO, ma i non addetti ai lavori hanno capito a grandi linee pro e contro di quegli argomenti. Trovo davvero provinciale prendersela per un prodotto televisivo TARATO sul target televisivo, guardandolo con gli occhi dei new media. È lo stesso errore che imputi a loro, ma al contrario, non credi? Grazie a Report finalmente mia madre ha un'idea di parte del mio lavoro e questo mi basta. Il resto è solo masturbazione social e voglia di visibilità di riflesso. Mettiamo i piedi per terra e capiamo che, noi GENTE DELLA RETE E DERIVATI VARI, non lottiamo per la pace nel mondo e non salviamo vite umane, quindi RELAX! Buona giornata.



insomma, ci siamo capiti.

severgnini, in tempi non sospetti, ha partorito la teoria del FiveMillionClub.
credo che la cosa sia traslabile (con numeri infinitesimali) al discorso privacy/sicurezza online: quante persone sanno cos'è e come funziona facebook?

conclusione:

A:B = F:C
la popolazione italiana (A) sta ai profili facebook italiani (B) come il FiveMillionClub (F) sta agli utenti consapevoli (C).
ben venga qualcuno che provi a svegliare gli esclusi dal club.
bordone e gli altri soci si tappino le orecchie se proprio non ce la fanno.

un moVimento lento

il moVimento 5 stelle di beppe grillo ha la V maiuscola.
me ne sono accorto prima.

devo dire la verità: ho passato un periodo (non lunghissimo) qualche tempo fa nel quale mi ero imposto un interesse quotidiano per il blog di grillo. imposto perché, in realtà, non trovavo la cosa molto stimolante. se non ricordo male sono pure andato a vederlo quando è venuto a trento qualche anno fa.
di fatto quando si è iniziato a parlare di V-day e movimento 5stelle il mio interesse è vertiginosamente scemato.

poi oggi ho collegato la V maiuscola al V-day.
vuol dire che nel nome del "partito" c'è nascosto un simpatico Vaffanculo?
la mia è un'ipotesi, magari mi sbaglio, però non la vedo una cosa così impossibile.

sinceramente di un partito che ha nel nome un Vaffanculo, anche se diretto a persone che (almeno in parte) potrebbero pure meritarselo, non ho bisogno.
e tanto meno quando, impuntandosi, il leader ribadisce di non voler fare alcun apparentamento per i ballottaggi.

il programma l'ho letto. ho letto pure le critiche (corrette) al programma.
so come vedono i partiti la politica il carrozzone.
oggi sono convinto che non sia questa la strada per realizzare cose giuste.
forse lo sono stato, convinto.
forse ho pensato per un secondo che il web fosse la risposta. invece il web è solo uno strumento. (e il web è solo un esempio)

però forse la V in moVimento sta per Vendemmia.
oppure Verità.
o Vanbasten.

my name is magnum

a me dispiace che su FF appaia due volte, però sto fermo immagine è semplicemente commovente.

per halloween earl si traveste da magnum p.i. e in mano c'ha il logo da mettere sulla el camino (la sua auto).

la quarta stagione non ha la costanza delle prime, però ogni tanto ci spara dei numeri decisamente notevoli.

il leader forte non ci serve

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ritengo il problema della leadership del centro-sinistra un falso problema, un semplice diversivo messo in campo da persone a cui in fondo va bene il sistema di governo attuale. dichiararsi di sinistra, di centro-sinistra, del popolo viola, dipietrista o affini in questi anni secondo me dovrebbe significare unicamente schierarsi contro il modo di governare l'italia proprio di berlusconi. per qualche tempo ho ritenuto sbagliato personalizzare troppo la discussione politica con la paura che, alla lunga, questo non avrebbe fatto altro che rafforzare la figura del signor berlusconi. in effetti è stato proprio così ma non per colpa della personalizzazione. credo invece che il motivo del suo rafforzarsi sia da ricercare nella frammentazione del fronte antiberlusconiano. è nelle numerose falle che lui trova terreno fertile per rigenerarsi. come lo trova nei continui appelli da sinistra ad avere un leader forte che possa contrapporsi autorevolmente e guidare la sinistra alla vittoria.
non è così.

il centro-destra, in italia, ha un leader forte, carismatico, autorevole, riconosciuto da tutti, che purtroppo è al governo da troppo tempo ed ha indubbiamente creato attorno a sé una concentrazione cronica di poteri, interessi e forze politiche e non.
da italiano non elettore di centro-destra io sento il bisogno di un modo di governare diverso, meno accentratore e meno personalistico. e per questo non ho bisogno di un leader politico forte nel centro-sinistra, ho bisogno di due cose: primo che berlusconi abbandoni la guida del paese, secondo che il paese venga governato in un modo civile e democratico. non mi serve nessun re, nessun duce e nessun generale. mi serve solo gente responsabile delle proprie azioni, che prende decisioni anche difficili ma con un'idea in testa. un'idea che pensi a tutti gli italiani e non a uno solo.

ora c'è bersani. ma per me potrebbe esserci pure franceschini o la bindi o prodi. sono sicuro che nessuno, fosse al governo il centro-sinistra, si sognerebbe mai di proporre il lodo alfano, o lo scudo fiscale, o il processo breve. a me questo già mi basta come inizio. ma io di avere un governo che pensa a cose fuori dalla realtà come l'immunità per il presidente del consiglio sono stufo. e per NON fare certe cose, non c'è bisogno di un leader forte (a sinista). è per farle che hanno bisogno di un leader forte (a destra).

vogliono farci credere che a sinistra bisogna applicare il modello della destra: il modello del principe con i feudatari e gli schiavetti. non è così. gli antiberlusconiani è proprio questo che odiano: il rispetto/timore del capo che tutto può e che nessuno contraddice. non ci credo che nessuno dei suoi scagnozzi non sia stufo marcio di tutte le storielle di donne che circolano e che non vorrebbe urlarlo ai quattro venti. eppure nessuno ha il coraggio di farlo.
a sinistra questo modello non è esportabile. a sinistra tutti sono professori e nessuno è allievo di nessuno. tutti hanno la verità in mano ed è questo il bello. perché poi si ha anche l'umiltà di discuterne e nonostante i tempi biblici poi le cose si fanno, e pure bene. e, soprattutto, di porcate se ne fanno poche.
quindi basta farsi prendere per il naso con la favoletta del leader forte: tenevelo voi il leader forte, a noi ci basta un po' di buonsenso.

la ricerca del coso

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alla fine l'ho comprato. volevo un ipad che però facesse tutte le cose che l'ipad non riesce a fare. e soprattutto volevo una tastiera perché io con sti cosi voglio scrivere, e con l'ipad sono lento come la fame a scrivere. quindi, riassumendo, in realtà non volevo un ipad. parentesi: "un ipad" è maschile e non vuole l'apostrofo giusto?

volevo un coso con tre caratteristiche: la tastiera retroilluminata, una batteria da non pensarci e un peso da non sentirlo.
quindi mi sono messo alla ricerca.
cercare un coso elettronico è sempre la fase più bella, a parimerito con i due minuti che stanno dopo la firma della ricevuta del corriere e la rimozione dell'ultima lingua di scotch della scatola. poi subentra la noia.
però cercare è bellissimo. un po' come il corteggiamento prima del primo bacio. ma non è proprio lo stesso.

di solito ci si impunta su un qualcosa, su una caratteristica particolare o su una funzione. e allora santo gugol ci indirizza verso quelli che sembrano mille siti diversi, e si inizia in ordine andando un po' a sensazione e a esperienza. dopo un po' si capisce che i mille siti di gugol in realtà sono molti meno e che la maggior parte è fuffa camuffata male. ci sono i siti che non valgono nulla, quelli che rilanciano solo notizie e dopo un po' inizi a riconoscerli. ci sono i forum e anche lì devi stare attento a non farti fregare che magari vorresti fare una domandina ma ti obbligano a iscriverti e allora forse è meglio se cerco da un'altra parte. ci sono i siti tecnologici, quelli che fanno sempre le recensioni dalle fiere ipertecnologiche. ci sono i video su iutub dell'unboxing e delle prove su strada che sembrano interessanti ma poi quella cosina che ti interessava non te la fanno mai vedere.
però è bello cazzeggiare tra tutta questa informazione. perché anche se stai vistosamente perdendo il tuo tempo, l'impegno che ci metti la fa sembrare un'operazione nobile e per questo giustificata.

dopo un po' ti rompi le palle. restringi la scelta a 2 massimo 3 modelli. e parte la ricerca del prezzo. di principio odio i siti di comparazione prezzi: ho sempre l'idea che ci mangino sopra e che in realtà esista sempre qualcosa di più conveniente in qualche meandro del web. e alcune volte è così. ricercare il prezzo migliore non è facile, se si vuole scavare a fondo. perché esistono alcuni siti che riesci a raggiungerli solo tramite tripli salti mortali con avvitamento. poi lo trovi, lo ordini, paghi, e aspetti. ormai il bello è passato. l'adrenalina è un ricordo e resta solo l'attesa del suono del campanello. che dopo qualche giorno arriva. poi apri il cartone, dentro c'è quello che avevi ordinato ma l'unboxing non è più eccitante perché ne avevi visti già almeno una decina: potresti spacchettarlo ad occhi chiusi il tuo coso. poi lo accendi, lo usi, diventa parte del quotidiano, in aggiunta a tutto il resto. fino al prossimo coso che sembrerà indispensabile per la tua vita.

il mio coso, questa volta, è un netbook della asus. quello che sto usando ora per scrivere sto post. ma la tastiera retroilluminata mica ce l'ha.