i may again know john
Saturday, December 22, 2012 1:55:57 PM
ci sono tante sensazioni che mi nascono ascoltando john mentre parla. non è facile seguire il flusso dei suoi pensieri, soprattutto perché l'enorme quantità di pensieri nella sua testa si scontra costantemente con la lentezza della parola pronunciata e con un lessico non sufficientemente sublime per cogliere le idee che lui vorrebbe rappresentare.
chi non ha conosciuto frusciante negli anni d'oro o chi non l'ha mai conosciuto del tutto si troverebbe spaesato davanti a questo personaggio con una t-shirt a righe fermo per 45 minuti davanti a una telecamera. la noia sarebbe il primo sentimento. la noia e la legittima domanda se si sia di fronte ad una persona psicologicamente instabile.
chi di frusciante invece si è fatto un'idea più completa, soprattutto attraverso l'ascolto dei suoi lavori da solista, potrebbe sopportare, pur a fatica, l'ascolto dei suoi balbettii e dei suoi racconti.
ma solo pochi possono realmente capire le sue parole. non sto parlando di condividerle, ma di capirle. frusciante, pur nei suoi altalenanti stati d'animo e nei suoi ciclici mutamenti di condotta, ha innegabilmente portato avanti un'evoluzione, una crescita artistica e personale. lui ha sviluppato una teoria (molto affascinante per alcuni, molto oscura per altri) sulla nascita della musica e sul delicato rapporto tra creatività e realtà. si tratta di una teoria strampalata, zoppicante, incasinata e difficilmente schematizzabile, però l'amore che lui ci mette nel raccontarla e il fatto che essa sia profondamente radicata nel suo pensiero sono cose meravigliose, ai miei occhi.
la visione è sconsigliata ai neofiti.
i sottotitoli possono aiutare, ma fino a un certo punto.







